curdi

curdi

turchia

10 giugno 2016

(PALCO PRINCIPALE)

Il popolo kurdo, o, meglio, i popoli kurdi, sono stanziati in una vasta area che comprende territori attualmente distribuiti principalmente fra 4 Stati: Turchia (la maggioranza), Siria, Iran, Iraq. Comuntà kurde importanti si trovano poi in Armenia e Georgia. Escludendo la diaspora, si tratta di circa 40 milioni di persone, la più grande nazione senza stato del mondo. Etnicamente provengono dall'area dei monti Zagros, sono quindi di stirpe iranica e conservano (fortunatamente, difendendola in ogni manera) molti tratti della loro antica cultura d'origine; e questo nonostante più di 90 anni (per parlare soltanto dei tempi più vicini a noi) di continue repressioni e tentativi, spesso molto violenti, di assimilazione ad opera dei governi dei paesi entro i cui confini risiedono, talvolta sconfinanti largamente nel genocidio, come sta accadendo nel corso dell'ultimo anno in Turchia, in particolare negli ultimi mesi. Ci sono notevoli differenze nell'impostazione politica delle diverse comunità kurde, che spesso le ha addirittura portate a scontrarsi in conflitti aperti sul terreno, come è avvenuto più volte tra "Kurdi iracheni" e "Kurdi di Turchia" (denominazioni approssimative e inesatte, ma tanto per inquadrare geograficamente una situazione molto intricata). I kurdi iracheni, sotto la guida di Barzani, hanno un atteggiamento tendenzialmente collaborativo con la Turchia e ambiguo, se non talvolta apertamente ostile, nei confronti dei Kurdi di Turchia e di Siria. Nella regione siriana del Rojava, la fascia di confine con la Turchia, conquistata dalla guerriglia kurda al ritiro delle forze governative di Assad, è stata posta in atto dal gennaio 2014 una vera e propria rivoluzione a tutto tondo della gestione della cosa pubblica e della cultura, con la dichiarazione dell'autonomia democratica, che prevede un modello sperimentale davvero innovativo, che supera l'idea stessa di stato per volgersi a un'organizzazione davvero dal basso della politica e del governo del territorio con l'esercizio della democrazia diretta. I Kurdi iraniani hanno spesso subito la mannaia del regime islamico, mal disposto verso questo popolo fiero e determinato, convertito all'Islam, ma ancorato alle proprie tradizioni (la religione originaria di Kurdi è lo Zoroastrismo) e resistente all'assimilazione. I kurdi parlano diversi dialetti, a seconda della loro regione di stanziamento e del gruppo di appartenenza, con 5 dialetti principali, appartenenti al ceppo indo-europeo (come lelingue romanze, Italiano compreso; il Turco, invece, per esempio, è una lingua Uralo-altaica, del tutto diversa); il più diffuso è il Kurmanji, parlato per lo più dai Kurdi di Turchia e di Siria. Talvolta i dialetti sono talmente differenti che impediscono la comunicazione tra membri di gruppi linguistici diversi (come tra i kurdi parlanti zazaki e i parlanti kurmanji, entrambi stanziati in Anatolia Centro-orientale e Sud-Orientale) e questo fa in modo che in molte aree i Kurdi siano trilingui, in quanto parlano la propria lingua di nascita delle aree dove questa non coincida con il Kurmanji, il Kurmanji per comunicare con la maggioranza dei Kurdi e la lingua ufficiale del paese in cui vivono, perché l'uso della loro lngua per lungo tempo è stata proibito nei contesti pubblici e talvolta perfino in privato. Oggi formalmente non lo è più, ma nella pratica non è sempre semplice e tranquillo il ricorso alla lingua madre, soprattutto in Turchia. La storia dei Kurdi è molto complessa, intrecciata a quella dei paesi nei quali risiedono. Nella loro dura situazione attuale grandi, enormi responsabilità hanno i governi delle nazioni "occidentali", che hanno da sempre utilizzato ai loro fini l'instabiltà della regione, ricca di pertrolio e di grande importanza geopolitica e strategica.

  • FACEBOOK