ainu

07 giu 2017 - palco principale

ainu - giappone

Il nome "Ainu" nella lingua d'origine può essere tradotta come "Uomo". Essi vivono nelle isole settentrionali dell'arcipelago giapponese, ossia in Hokkaidō, nella porzione meridionale dell'isola di Sakhalin e nelle isole Kurili. Probabilmente, hanno abitato in passato anche sull'opposta riva del continente, ma senza dubbio hanno occupato l'intero arcipelago, ove tutta la toponomastica non giapponese è di origine Ainu. Sono un popolo dalla pelle bianca, dai capelli abbondanti, neri e ondulati. Indossano giacche in fibra di corteccia d'olmo dette 'attush', che possono essere arricchite con ricami o con applicazioni, trasformandosi all'occorrenza in abiti da cerimonia. Tipici gli accessori maschili come la corona 'sapanupe', (realizzata con fasci di fibra di legno parzialmente rasati, con al centro figure in legno di divinità animali e altri ornamenti) e la spada 'emush', tra quelli femminili invece, la fascia 'matanpushi' (di stoffa ricamata), gli orecchini 'ninkari' (a cerchio e di metallo), le collane 'rekutunpe' (in stoffa con una placca di metallo al centro) e 'tamasay' (con sfere di vetro di varie grandezze, rifinite con pendenti), che entrano a far parte tutti del corredo Ainu. Altra peculiarità è la pratica del tatuaggio a scopo protettivo, su braccia, mani e contorno della bocca, soprattutto nelle donne. Non hanno templi né sacerdoti e la loro religione è una mescolanza di animismo e di politeismo, in quanto attribuiscono vita e anima al tutto e venerano al tempo stesso un gran numero di divinità. Usano l'"inao" come messaggero per rappresentare un'offerta alle suddette divinità (bacchetta di legno appuntita da un lato e dall'altro avente un ciuffo di trucioli a formare una sorta di capigliatura). Culturalmente diversi dai giapponesi praticano la letteratura orale, "Yukar", trasmessa alle future generazioni e in alcuni casi anche attraverso canti, danze e rituali con i tipici strumenti musicali "tonkori" o "mukkuri". Simili agli Indiani d'America per vicissitudini storiche, ma al tempo stesso differenti poiché vivono, non confinati nelle riserve ma in villaggi turistici appositamente creati, in cui si assiste ad una lotta per la sopravvivenza che si traduce in spettacolarizzazione della propria cultura. Nel 6 giugno del 2008, dopo estenuanti lotte, il governo giapponese riconosce gli Ainu come "popolazione indigena".

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